Quali sono stati i font che hanno caratterizzato il nostro 2025? E quali sono stati i nostri progetti di punta? Il nostro Graphic Wrapped è pronto per essere riavvolto.
Siamo quasi al traguardo! Manca l’ultimo sprint.
Il 2025 sta per salutarci e il 2026 è praticamente dietro l’angolo. E come ogni fine anno che si rispetti, arriva puntuale il momento del wrapped. Siamo consapevoli che quello più famoso è firmato Spotify, però noi abbiamo deciso di farne uno tutto nostro: una Graphic Design edition cucita su misura su di noi. Abbiamo pensato che potesse essere un modo simpatico per omaggiare il 2025 e tagliare il traguardo del 2026 con soddisfazione.
Premiamo ctrl+Z e riviviamo insieme questo anno meraviglioso!
Riavvolgiamo il 2025
Fuori dalla finestra sta nevicando.
Le luci nella stanza sono soffuse, creano quell’effetto che fa sembrare tutto più tranquillo e un po’ magico. Il bollitore borbotta in cucina. Il tè è pronto. Si diffonde un delicato profumo di arancia e cannella.
È giunto il momento di goderci questo wrapped insieme. Andiamo a scoprire le nostre classifiche!
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Classifica: font riprodotti maggiormente
Immergiamoci subito nel vivo del nostro Graphic Wrapped, in particolar modo nelle nostre classifiche con un evergreen: i font riprodotti maggiormente.
Ci sono alcuni font che sono come il prezzemolo. Volontariamente o involontariamente — oops, perché li usiamo senza quasi pensarci — , sono finiti un po’ ovunque: sulle targhe dell’ultimo minuto; sui trofei delle premiazioni più importanti; o perché no, anche nelle presentazioni dei progetti.
Qual è la nostra top 5 dei font riprodotti maggiormente?
Scopriamolo subito.
- Gotham
Affidabile e sempre attuale, è il font che non perde mai un colpo. Grazie alla sua infinita versatilità, si adatta con naturalezza a qualsiasi progetto. Quando vogliamo andare sul sicuro, il Gotham è sempre la risposta giusta; - AvantGarde
Elegante e raffinato, questo font è l’ideale quando vogliamo dare un tocco di classe contemporanea; - English111 Adagio BT
Font dal fascino retrò, perfetto per tutti quei progetti che richiedono una certa formalità; - Futura
Un classico intramontabile grazie al suo stile geometrico e rigoroso. È la scelta perfetta per comunicare pulizia visiva grazie ai suoi spessori quasi sempre uniformi; - Eurostile
Anch’esso geometrico, caratterizzato da forme squadrate con angoli arrotondati. La sua anatomia è perfetta per la segnaletica che richiede un aspetto tecnico e pulito.
Per il 2026 ci siamo promessi di iniziare ad utilizzare anche gli altri mille mila font scaricati e che non hanno ancora avuto modo di brillare. Chissà che la classifica del prossimo anno venga inaspettatamente ribaltata come ci insegna Alessandro Borghese.

Classifica: il nostro mood(board) cromatico 2025
Proseguiamo il nostro Graphic Wrapped con il mood(board) cromatico.
Scopriamo insieme quale colore ha dominato la nostra classifica!
Le frequenze cromatiche che hanno dominato il nostro anno sono le #FBFBFB, tradotto in linguaggio tipografico sono le frequenze C 0 M 0 Y 0 K 2. Aspetta, aspetta. Sappiamo cosa stai pensando. Che cosa significa questo codice alfanumerico? Niente paura. Te lo spieghiamo subito.
In parole semplici, si tratta del bianco gesso, o bianco “sporco”, poiché presenta una leggerissima percentuale di nero. Noi lo usiamo tantissimo e su tutti i materiali stampabili perché risalta bene in molti contesti in quanto è brillante e vivace.
A proposito di colori. Come non citare il neo-eletto colore dell’anno 2026. Qualche giorno fa Pantone® ha rivelato che il colore dell’anno 2026 è il Cloud Dancer. Siamo molto felici che il colore che più utilizziamo sia proprio quello che detterà le tendenze del prossimo anno: una tonalità luminosa e senza tempo, perfetta per qualsiasi progetto. Non è un caso che la nostra stampante UV abbia ben due bottiglie di inchiostro bianco.



Classifica: Top Projects Hits 2025
Ci siamo!
Terminiamo il nostro Graphic Wrapped con la classifica più attesa di tutte. È arrivato il momento di scoprire insieme le Top Projects Hits 2025. Durante il nostro ultimo briefing, abbiamo anche aperto le scommesse — e qualcuno qui ha già puntato tutto — su quali progetti rientrano in questa classifica. Chissà chi di noi avrà vinto! Non abbiamo dubbi che sarà oggetto di discussioni durante la cena aziendale.
Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere ed entriamo subito nel vivo della classifica.
Rullo di tamburi…
- il progetto rimandato più volte:
la nostra nuova collezione di creazioni
Come spesso succede, le idee migliori non nascono quando le cerchiamo, ma nei momenti più ordinari quando pensi a tutt’altro. Potremmo quasi dire che è stata un’illuminazione divina — e qui di divinità ne abbiamo. Un attimo di pazienza e capirai perché —.
La nostra storica linea di oggetti — battezzati con i nomi dei pianeti — stava soffreddo di solitudine e quindi abbiamo ben pensato di idearne una seconda — questa volta il tema per la scelta dei nomi è ricaduta sugli dèi greci —.
Nonostante tutto l’entusiasmo e le idee infinite per i nuovi design, per un motivo o per un altro ci siamo visti costretti a posticipare la realizzazione della nuova collezione. È stata una scelta meditata, nata dal desiderio di fare le cose con il giusto tempo e la cura che meritano.
Pazientare ci ha permesso di sfornare dei bellissimi oggetti, pronti per premiare i tuoi successi!



- il progetto che ci ha accompagnato per più tempo:
i modellini di pullman per Scania
È stato un lungo viaggio, letteralmente.
Tutto ha avuto inizio dal briefing, durante il quale abbiamo preso nota dei suoi desideri, ovvero dare forma ad una serie di modellini di pullman capaci di rappresentare al meglio le soluzioni Scania per il trasporto passeggeri.
Con la valigia piena di gesso, resina e vernice metallizzata, siamo saliti metaforicamente a bordo, pronti a partire. Non avevamo idea di quanto sarebbe durato il nostro viaggio, ma è stato proprio questo il bello: metterci alla prova e cimentarci in un progetto tutto nuovo, sbagliando qualche volta e imparando strada facendo.
Giunti nel nostro laboratorio, abbiamo iniziato la fase di sperimentazione realizzando campioni in gesso, fino ad ottenere la combinazione perfetta che ci ha permesso di dare il via alla riproduzione vera e propria dei modellini.
Dopo la realizzazione degli stampi, abbiamo prodotto le repliche in resina; successivamente verniciate e cotte per garantire resistenza ed uniformità del colore. Ogni modellino è stato poi assemblato con cura, applicando a mano gli specchietti precedentemente tagliati al laser, fino ad arrivare alla fase finale: il montaggio dei pullman sulla base in alluminio, pensata per valorizzarne forma e finiture.
Sono stati 8 mesi di lavoro faticoso e al contempo soddisfacente. Ci ha permesso di acquisire nuove competenze ad ogni tappa e migliorando ancora di più le nostre capacità.



- il progetto più complesso:
i trofei “Build the (im)possible” per Rothoblaas
Nomen omen.
Realizzare questi trofei? Quasi (im)possibile! No dai, in realtà non è del tutto vero. Abbiamo certamente incontrato qualche difficoltà, ma è proprio davanti alle sfide più complesse che il divertimento inizia davvero. Non c’è sfida che possa fermarci dal provare e riprovare fino a trovare la quadra giusta.
Tutto è partito dal bozzetto su carta. L’oggetto da realizzare prevedeva una creazione artistica costituita da 3 cubi — legno, acciaio e cemento — in equilibrio fra loro e poggianti su una base di metallo. Avevamo già ben chiari in mente l’inclinazione dei tagli per gli incastri perfetti.
Con il disegno sottobraccio, e pieni di entusiasmo, siamo entrati in laboratorio per dare ufficialmente il via al “cantiere”.
In primis abbiamo preparato la ricetta segreta per dare forma al cubo in cemento. Successivamente è stata la volta del legno, infine l’acciaio. Una volta terminato il taglio del materiale, giunse il momento più delicato, ovvero tagliare con l’inclinazione corretta le fessure per l’ancoraggio dei vari cubi. Un’operazione facile a dirsi, e che nella realtà dei fatti ci ha fatto fare molti calcoli per trovare l’angolo di taglio perfetto. Un’operazione delicata che ha richiesto davvero molta precisione. Abbiamo fatto numerose prove sui blocchetti-campione, per poi replicare il taglio sui pezzi ufficiali.
Tutto stava filando liscio.
Ma come i film ci insegnano, “era tutto tranquillo, troppo tranquillo“. Eh già, proprio così, perché all’improvviso ci è caduto erroneamente a terra il cubo di cemento — un doppio salto carpiato di tutto rispetto, non c’è che dire. Voto: 10 —.
Dopo un iniziale momento di panico, non ci siamo dati per vinti. Abbiamo riaperto il ricettario per il cemento e abbiamo subito provveduto a realizzare un cubo nuovo.
Dopo aver sfornato il nuovo pezzo, abbiamo ripreso le operazioni di ancoraggio.
Et voilà! Un trofeo davvero degno del nome Build the (im)possible.


Un altro anno insieme a te. Grazie ♡
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Auguri da tutto lo staff di Andreatta e Nicoletti ♡






